SMAQ, Mercati digitali ed e-commerce

Un progetto di sviluppo locale che parte dalle produzioni Made in Italy per disegnare nuove opportunità attraverso gli strumenti della comunicazione digitale, della tracciabilità dei prodotti e della conoscenza dei nuovi mercati digitali per la commercializzazione di beni locali a elevato valore aggiunto. Pluralità di attori – Fondazioni di origine bancaria, Camere di Commercio e associazioni di categoria, Atenei e centri di formazione professionale, community di aziende agroalimentari – lavorano insieme per promuovere produzioni con radici sul territorio.
I processi di innovazione generati sono favoriti e accompagnati da figure professionali dotate di specifiche competenze, il Project Manager e i Digital Ambassador, persone con elevate potenzialità in ambito digital, il cui compito è quello di portare la scintilla dell’innovazione all’interno delle filiere agroalimentari tramite la diffusione delle loro competenze.
1. Perché il progetto SMAQ
SMAQ nasce a partire da uno studio del 2018 dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, nel quale si sottolineava la grande potenzialità di sviluppo del comparto agroalimentare italiano, specialmente attraverso l’utilizzo dei nuovi strumenti digitali quali e-commerce, marketplace e social media. Dopo la prima edizione pilota sviluppatasi in Cuneo e provincia, Filiera Futura modellizza il progetto esaltando i punti di forza e potando quelli di debolezza, proponendolo infine ai propri associati e diffondendosi attraverso lungo tutto il centro-nord Italia.
2. Obiettivi
Gli obiettivi principali dell’iniziativa sono di:
- rendere le aziende agroalimentari capaci di maneggiare le basi dei nuovi strumenti di comunicazione, innovazione digitale e tecnologica
- aumentare il grado di competitività del tessuto imprenditoriale locale in modo da competere sempre più a livello globale, con lo scopo di generare valore per l’intera filiera
- rendere produttori e produttrici maggiormente consapevoli di ciò che essi stessi rappresentano in termini di patrimonio gastronomico locale e dei mercati nei quali si inseriscono attraverso i propri beni
- formare e valorizzare i Digital Ambassador, figure professionali di nuova generazione, capaci di apportare linfa al territorio
- creare una community nazionale SMAQ, composta dagli stakeholder protagonisti del progetto, le aziende e i Digital Ambassador
3. Come funziona
A partire dalla modellizzazione effettuata da Filiera Futura, ogni associato intenzionato a riproporre il progetto dovrà, a seconda della caratteristiche del proprio territorio:
- individuare una o più filiere di riferimento presenti sul proprio territorio di competenza, rappresentate da aziende e/o realtà a esse affini
- delineare un orizzonte temporale di sviluppo progettuale entro il quale poter valutarne l’efficacia
- individuare un ente (Università, ITS, Enti di Formazione), capace di erogare formazione alle aziende partecipanti
- individuare e formare un Project Manager, figura di raccordo fra ogni stakeholders progettuale
- selezionare e formare un numero variabile di Digital Ambassador, veri e propri attori del cambiamento digitale, che si interfacceranno con le aziende e verranno coordinati dal Project Manager
- erogare il ciclo di formazione attraverso l’ente prescelto
- assistere le aziende nel percorso autonomo di implementazione delle nuove conoscenze, assistite dai Digital Ambassador
- analizzare i risultati ottenuti e valutare l’efficacia del progetto

I settori più rappresentati hanno rispecchiato la specificità del tessuto produttivo marchigiano: in prevalenza produzione di olio, vino, cereali, ma anche miele, zafferano, allevamento di bovini e agricoltura sociale. Le aziende partecipanti, molto eterogenee tra loro, sono state sostenute nei processi di trasformazione digitale attraverso un percorso integrato di assessment, formazione e consulenza sulle attività di marketing digitale, tracciabilità e strategia commerciale ed e-commerce. Durante il percorso si sono forniti alle aziende coinvolte gli strumenti necessari per orientarsi e gestire le sfide competitive, con un focus specifico sullo sviluppo delle attività di comunicazione digitale, attraverso un percorso strutturato in tre fasi: Formazione, Project Work e Affiancamento in azienda.

Da uno studio preliminare condotto dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, nasce il Progetto SMAQ Cuneo, il cui obiettivo è stato quello di sostenere la competitività delle imprese del settore agroalimentare, supportandole nel processo di innovazione digitale, e si è collocato del Programma Agroalimentare 4.0 della Fondazione CRC.
Per dotazione finanziaria e per numero di soggetti istituzionali, economici e sociali coinvolti, SMAQ ha rappresentato l’iniziativa progettuale più ampia della Fondazione CRC all’interno del Programma ed è stato un unicum a livello nazionale per l’attenzione e l’interesse a creare impatto non solo nei contesti urbani, ma anche nelle aree più interne e rurali, che rappresentano la maggioranza del tessuto imprenditoriale e sociale e dell’identità del cuneese. In quattro anni il progetto SMAQ ha coinvolto 30 piccole e medie imprese, autentiche custodi dei saperi e del patrimonio gastronomico e agroalimentare del territorio cuneese, con un legame ben saldo alle loro origini e tradizioni e con un occhio all’innovazione digitale focalizzandosi su 4 assi principali: promozione della Community, formazione aziendale, tracciabilità e creazione delle figure dei Digital Ambassador.

Nell’ambito di SMAQ è stato individuato il progetto La Via delle erbe e dei fiori, ideato e realizzato dall’Associazione Versilia Verdelago e che mira alla valorizzazione dell’area di Massarosa-Massaciuccoli, come progetto sul quale innestare dinamiche relative l’innovazione digitale proprie del progetto. Attraverso l’elaborazione di una strategia di marketing territoriale, si è creato un modello di economia sostenibile nel cuore verde della Versilia, tramite un rapporto virtuoso tra le filiere del territorio, il cibo e il turismo: la valorizzazione di percorsi turistici in mobilità lenta e delle filiere produttive (florovivaismo, viticoltura, piante officinali, olio di oliva, apicoltura, ortofrutta, coltivazione cerealicola); il ripopolamento del centro abitato con attività volte a incentivare l’economia locale; il recupero di terreni incolti e semina di piante mellifere, con particolare attenzione al mondo apiario, alla biodiversità e agli insetti impollinatori.

In particolare si sono individuate piccole e medie aziende appartenenti a filiere agroalimentari peculiari, che grazie al digitale hanno vissuto opportunità di crescita e sviluppo. Le filiere coinvolte sono state quelle degli agriturismi per l’aspetto relativo all’ospitalità e alla produzione agricola rivolta tanto al mercato quanto alla ristorazione diretta; del vino con la filiera delle cantine dell’area del Lago Trasimeno; della birra e in particolare della produzione del luppolo, settore che vede un crescente interesse da parte del mondo produttivo.





