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SMAQ Veneto, due aziende ci raccontano come prosegue il progetto

Susanna Piccin
Susanna Piccin
8 Novembre 2024
10' di lettura

Diego Maggiolo, proprietario dell’Agriturismo I Quarti di Guarda Veneta, e Alice Pedon, di Naturalpina a Belluno, sono alcuni dei progetti selezionati da SMAQ Veneto. Li abbiamo incontrati per farci raccontare le conoscenze apprese in questi mesi e i vantaggi degli strumenti digitali, utili anche a svecchiare l’immagine di un’agricoltura spesso considerata statica e retrograda.

“Piccoli frutti” è un nome che evoca delicatezza, cura, dolcezza ed è esattamente ciò che richiede la coltivazione di queste piante. Il loro mercato è di nicchia – pensiamo ad esempio alla filiera cerealicola che, in confronto, appare come un gigante – ma rimane comunque un settore primario.

È proprio sulla filiera dei piccoli frutti che si concentra il progetto SMAQ Veneto – Strategie di Marketing per l’Agroalimentare di Qualità. L’iniziativa, promossa da Fondazione Cariparo e Fondazione Cariverona con uno stanziamento di 300 mila euro, si basa su un modello ideato da Filiera Futura – a cui entrambe le fondazioni sono associate – e ha l’obiettivo di supportare l’innovazione digitale e la promozione di specifiche produzioni agricole.

Dopo le esperienze SMAQ a Cuneo, Perugia, Ancona e Lucca, un’intera regione ha scelto di valorizzare i prodotti e l’unicità di una filiera particolare attraverso linguaggi moderni. Vi abbiamo già raccontato del progetto nel momento della sua presentazione ufficiale e poi ancora  la selezione dei 4 Digital Ambassador, ovvero quelle figure aggiornate sui moderni canali di comunicazione e orientate all’innovazione il cui compito è quello di dare un sostegno concreto alla transizione digitale delle imprese agricole per tutta la durata del progetto, fino a settembre 2025.

Siamo tornati sul progetto SMAQ Veneto curiosi di conoscere quali aziende sono state selezionate e come sta andando la formazione. Il punto di forza di SMAQ è dare competenze tecniche in ambito agronomico unendole al modulo innovativo su comunicazione e tecnologia digitale.  Si vuole infatti superare, e far superare, la difficoltà dell’agroalimentare italiano di vedersi sempre associato a tradizione e staticità, molto meno ad innovazione e cambiamento.

Ad oggi le aziende partecipanti e attive sono 27 e coprono tutte e 5 le Province di competenza delle Fondazioni sovvenzionatrici (Padova, Rovigo, Belluno, Verona e Vicenza). La community di aziende agricole si compone di 13 soggetti già produttori di mirtilli, lamponi, more, e 14 aziende, condotte per la maggioranza da giovani agricoltori, intenzionate a dare avvio alla filiera. Tutte le aziende partecipanti sono state spinte anche dall’aver compreso l’importanza della diversificazione delle proprie coltivazioni e della propria offerta per salvarsi dall’innegabile crisi di questi nostri tempi.

Da marzo sta procedendo la formazione a distanza, elargita dall’Università degli Studi di Padova con incontri prevalentemente online di 4 ore ogni due settimane, più workshop in presenza e visite aziendali. I temi trattati a lezione vanno dalle tecniche di produzione in pieno campo, agli impianti di irrigazione, dalle tecnologie digitali in agricoltura, al post raccolta e trasformazione, e poi ancora legislazione alimentare ed ambientale. Ma si parla anche degli aspetti psicologici della comunicazione, di marketing digitale e di comunicazione grafica.

Quanto appreso a lezione è tradotto in pratiche dai 4 Digital Ambassador, che operano a stretto contatto con le aziende agricole. Completati i Digital Assessment, si è ora nella fase di restituzione di quanto emerso e di definizione delle strategie di comunicazione studiate e rese operative attraverso piani strutturati ad hoc per ogni azienda partecipante.

Ci siamo fatti raccontare l’esperienza SMAQ direttamente da due aziende che si sono rivelate entrambe molto coinvolte da questo percorso, indubbiamente impegnativo per chi ha già un’azienda avviata e molto lavoro da fare, ma assolutamente prezioso ed arricchente. Vediamo in cosa e perché.

Diego Maggiolo è il proprietario dell’azienda che da generazioni appartiene alla sua famiglia, l’Agriturismo I Quarti di Guarda Veneta, nel Parco del Delta del Po, che offre in una splendida e antica villa ristorazione, alloggio, fattoria didattica, vendita di prodotti freschi e trasformati, e un lavandeto. Diego ci tiene a specificare che la loro azienda è piccola, solo 5 ettari specializzati divisi tra vigneto, frutteto, ortaggi e animali. Piccola dunque ma che richiede un gran lavoro!

Diego aveva deciso di fare altro nella vita, ma a 30 anni si rende conto che la passione per quel luogo e quei ritmi che la sua famiglia gli ha trasmesso prevalgono. Torna quindi a casa e si butta a capofitto sul progetto dell’agriturismo fino ad arrivare ad ampliarlo e migliorarlo di anno in anno. Quando decide di partecipare a SMAQ, Diego ha già preso la decisione di avviare anche la coltivazione del lampone, dopo il confronto con un amico che aveva acceso la sua curiosità e dopo le dovute ricerche e valutazioni. È fortunato perché trova un vivaio che non si limita a fornirgli le piantine, ma lo consiglia sulla scelta dei vasi, del terriccio e dell’impianto di irrigazione. Messe in serra ai primi di giugno, ora riescono a gustarsi la prima sperimentale produzione di lamponi che, per il prossimo anno, sarà a pieno regime.

Perfetta dunque, in questo arco di tempo, la formazione fornita da SMAQ che Diego aspettava soprattutto per la parte digital.  «Sapevamo che questo era un nostro punto debole, abbiamo un sito e postiamo qualche foto sui social ma siamo coscienti di aver bisogno di un grosso aiuto. Per noi è l’occasione per vedere l’azienda con occhi diversi. Confesso che all’inizio mi sono spaventato nel capire quanto lavoro c’è da fare, ma Michele ci sta dando dei focus su cui lavorare e questo mi rassicura». Michele Lorenzoni è il Digital Ambassador assegnato all’azienda I Quarti che, dopo una prima analisi dello status quo e dei competitor nel mercato, ha proposto loro di fare un rebranding a partire dalla veste grafica e di lavorare su un piano editoriale sostenibile, oltre all’ideazione di momenti di incontro dal vivo per ampliare il loro bacino di utenti.

Naturalpina invece è il sogno realizzato, e sempre in divenire, come si confà ai sogni, di Alice Pedon che, come Diego, si è licenziata da un lavoro sicuro e remunerativo per trasferirsi nel Bellunese e dare anima, corpo e follia alla costruzione ex novo di un luogo che è casa, famiglia e molto di più. Naturalpina infatti è alloggio, coltivazione e vendita di mele di montagna, piante aromatiche e stelle alpine, creazione di prodotti cosmetici e alimentari, un’accademia botanica, un luogo per eventi didattici per famiglie.

«Da sempre abbiamo avuto lamponi, ribes nero e more per una produzione molto piccola – racconta Alice –. Il mondo dei piccoli frutti è complesso e attraverso i corsi di SMAQ abbiamo ricevuto nozioni molto interessanti. Ci hanno dato approfondimenti che non avrei mai avuto occasione di fare da sola e che ci fanno vedere il potenziale di questa filiera con dati e informazioni precise. Non sapevo ad esempio che l’Italia al momento importa il 60% dei mirtilli dall’estero».

Nonostante Alice abbia un ottimo gusto grafico, capacità di marketing e comunicative che l’hanno portata ad avere un sito già molto ben impostato, anche con l’e-commerce, e una buona presenza social, sottolinea anche lei il grande valore dei moduli di formazione legati al digitale. In particolare il confronto con la sua Digital Ambassador, Marta Vizzotto, la sta aiutando molto. «C’è stato un primo incontro conoscitivo, poi un follow up molto preciso, con report molto concreti e ben strutturati. Finalmente ho un piano editoriale a lungo termine e sto approfondendo ogni singolo canale di comunicazione per capire come usarli al meglio. È come avere un libretto di istruzioni costruito ad hoc per me, che mi permette poi di fare azioni che hanno un senso e una prospettiva».

Marta conferma che Naturalpina parte già da una buona struttura comunicativa e che il lavoro ora si sta concentrando sul miglioramento della SEO del sito web, sull’introduzione di pubblicità a pagamento su social e Google, sulla creazione di una newsletter. «In tutto questo – spiega Marta – il focus è sempre stato quello di mantenere un equilibrio tra crescita e autenticità, rispettando i valori di sostenibilità e artigianalità che caratterizzano Naturalpina».

Ci sembra che il percorso che stanno intraprendendo queste due aziende rappresenti bene la grande potenzialità della filiera dei piccoli frutti e in generale del comparto agroalimentare. Incontrare aziende che accolgono e accendono la scintilla dell’innovazione e dei nuovi strumenti digitali aiuta a spazzare via qualsiasi idea di agricoltura retrograda e statica.

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L'autore

Susanna Piccin

Giornalista e social media manager di Italia che Cambia, è esperta e appassionata di ambiente e teatro.