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“Ritorno alla Terra”, la tavola rotonda che dà voce alle nuove generazioni al servizio del pianeta

Salvina Elisa Cutuli
Salvina Elisa Cutuli
20 Aprile 2023
7' di lettura

Presso l’Abbazia di Praglia si svolgerà la tavola rotonda dal titolo “Ritorno alla Terra” organizzata da Filiera Futura e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Un momento di incontro e confronto tra giovani imprenditori e imprenditrici che propongono soluzioni e alternative nel rispetto e nella tutela degli ecosistemi, della biodiversità e della natura. 

“Ritorno alla Terra” è il titolo di un libro della famosa attivista e ambientalista indiana Vandana Shiva che narra di un Occidente industrializzato poco cosciente della catastrofe alimentare a cui stiamo virando. Fattorie che spariscono, cibi geneticamente modificati sempre più usati, soluzioni alternative alle risorse tradizionali che aggravano la situazione ricorrendo in modo più massiccio ad un’agricoltura industriale.

Nonostante questi infausti avvertimenti, invita a immaginare una realtà in cui gli esseri umani contano più dei profitti e auspica una ripresa dei principi della cultura contadina basata su produzioni di nicchia, sostenibilità, comunità locali e giustizia ambientale, dimostrando che un altro futuro è ancora possibile. 

Effettivamente un futuro sembra ancora possibile grazie soprattutto alle giovani generazioni che hanno a cuore il rispetto e la cura del pianeta che ci ospita. Sono sempre di più, infatti, gli under 35, soprattutto in Italia, che stanno tornando alla terra, nonostante le tante difficoltà dovute alle crisi climatica e ai sistemi agroalimentari e produttivi intensivi che impattano sugli ecosistemi, sulla biodiversità e sulla natura. “Ritorno alla Terra” è anche la tavola rotonda, voluta dall’Associazione Filiera Futura e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, dedicata proprio a questi temi.

Giovedì 20 aprile presso l’Abbazia di Praglia insieme a esperti in materia, giovani agricoltori, imprenditori e imprenditrici che hanno fatto della responsabilità d’impresa il loro tratto distintivo, ci sarà un momento di riflessione e condivisione sulla situazione attuale. 

Proprio i giovani possono generare idee innovative a partire dalla tutela e dalla valorizzazione dei saperi, dell’ambiente e dei servizi ecosistemici dei territori e dei luoghi nei quali vivono e lavorano. Possono essere una preziosa fonte di stimolo e valore per creare un sano impatto sociale, economico e ambientale.

Lo sa bene Anna Maria Mantovani, una delle protagoniste della tavola rotonda, imprenditrice agricola dal 2018 di “Green Farm” a Fiesso Umbertiano. Nata e cresciuta in una famiglia di agricoltori, si è prima laureata in Tecnologie Forestali ed Ambientali all’Università di Padova, specializzandosi in Agricoltura di Precisione, e dopo un’esperienza all’estero ha messo in campo tutte le conoscenze apprese. Dai libri di testo alla sua terra il passo è stato breve, ma ricco di soddisfazioni. E oggi, tra gps e guida satellitare, Anna Maria riesce a lavorare i suoi campi coltivati con quella che è conosciuta come precision farming. 

«Non potrei immaginarmi a fare un altro lavoro. Ho fatto colloqui, ho avuto diverse esperienze lavorative, ma il mio posto è qui. La nostra è un’azienda a conduzione familiare, coltiviamo cereali, frumento, mais, colza, soia, barbabietola da zucchero e da quest’anno anche tulipani. L’agricoltura di precisione ci permette di registrare importanti benefici da un punto di vista qualitativo e quantitativo» racconta Anna Maria.

Si tratta di metodologie che permettono di impattare meno sull’ambiente, garantendo una sicurezza molto elevata della materia prima oltre a standard qualitativi alti. Ogni 4-5 giorni dei satelliti passano sopra i campi dell’azienda agricola e rilevano immagini tramite sentinel che poi vengono elaborate e interpretate, permettendo di conoscere lo stato di salute delle piante. In base agli input ricevuti saranno valutate le azioni da svolgere in fase di concimazione, semina e irrigazione. 

Già lo zio di Anna Maria, vent’anni fa circa, si era reso conto dei benefici che un approccio come questo poteva apportare alla loro azienda. Aumenta la resa, migliora il guadagno, il prodotto è qualitativamente molto buono, si acquista la quantità effettivamente necessaria di semi e di concimi, si risparmia gasolio perché i trattori coprono uno spazio più ridotto, oltre ad un risparmio energetico ed umano. 

«Il mio obiettivo è introdurre ogni anno qualcosa di nuovo. L’aumento di giovani agricoltori contribuisce anche all’utilizzo di pratiche che possono aiutare a riportare in equilibrio l’uomo, l’agricoltura, la natura e il pianeta. Un equilibrio che si è perso ma che noi, come agricoltori, possiamo contribuire a ripristinare. Siamo di passaggio, dobbiamo essere noi i primi a rispettare la terra, altrimenti diventa controproducente. Serve un cambio di mentalità e massimo rispetto dinanzi a ciò che ci circonda. Le sfide sono tante, probabilmente a causa dei cambiamenti climatici sarà sempre più difficile fare il nostro lavoro e c’è bisogno di giovani che rivoluzionano il modo di coltivare. C’è anche bisogno di un intervento da parte delle istituzioni se vogliamo che il nostro made in Italy sia forte e potente e che produca salute, perché se ci si alimenta bene si guadagna in salute» continua Anna Maria. 

A raccontare esperienze e soluzioni per un’agricoltura innovativa e sostenibile intorno alla tavola rotonda, insieme ad Anna Maria, ci saranno anche altri giovani imprenditori agricoli. 

«Noi giovani siamo molto agevolati, abbiamo le competenze e sappiamo usare i social. Dobbiamo osare di più e non aver paura, fare un passo alla volta e avere fiducia in se stessi e nel futuro. Dobbiamo anche contribuire a comunicare certi temi, a sensibilizzare maggiormente il pubblico per avere sempre più coscienza del bisogno di un’agricoltura italiana, a km0, locale, senza sprechi, attenta alle emissioni e meno impattante. Nonostante le politiche europee spero che noi giovani avremo negli anni a venire la possibilità di coltivare la terra con giudizio, impegno, cura e profondo rispetto» conclude Anna Maria.

Se volete ascoltare la voce di Anna Maria e delle giovani imprenditrici e imprenditori protagonisti della tavola rotonda, l’appuntamento è per giovedì 20 aprile presso l’Abbazia di Praglia – Teolo alle ore 17. L’evento è gratuito, per partecipare serve iscriversi a questo link.

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L'autore

Salvina Elisa Cutuli

Giornalista esperta di arte, storia, alimentazione e ambiente, è socia della Aps Italia che Cambia e Project manager di Storie da seminare