Dai soci

Hubbuffate, l’hub del cibo che genera valore, inclusione e benessere

Salvina Elisa Cutuli
Salvina Elisa Cutuli
14 Maggio 2025
5' di lettura

Il progetto Hubbuffate nasce con l’obiettivo di valorizzare e promuovere l’agricoltura sociale delle aziende agricole locali che praticano l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

«Cercavamo un nome che potesse rendere in modo chiaro l’idea di un hub-rete capace di generare valore. È nato così Hubbuffate, l’hub del cibo che genera valore e molto di più». A raccontarlo è Matteo Castella, presidente della cooperativa ExEat e uno degli ideatori del progetto pensato nel 2021, in piena pandemia, grazie al confronto tra ristoratori e aziende agricole in difficoltà.

Attraverso un censimento, realizzato dalla cooperativa ExEat in partnership con Coldiretti Torino e Uecoop Piemonte e con il contributo della Fondazione Time2, è stato possibile individuare le aziende agricole sociali nei dintorni di Torino che sono state poi riunite in una rete – se ne contano 23, ma è un numero in evoluzione – fruibile attraverso una mappa caricata su una piattaforma online. Si tratta di aziende radicate nelle rispettive comunità e desiderose di far conoscere il capitale umano che coltivano ogni giorno attraverso la cura della terra ed i propri prodotti. 

«Abbiamo iniziato a promuovere la rete organizzando eventi nelle varie aziende agricole, nei mercati di Campagna Amica e in alcuni locali di Torino. È necessario far conoscere l’agricoltura sociale attraverso i prodotti della terra che, oltre a essere buoni, consentono pure la sostenibilità delle attività sociali delle aziende stesse» continua Matteo. 

La mappa, che fornisce descrizioni più dettagliate dei produttori e dei prodotti in vendita, è nata per rispondere alla richiesta di una maggiore digitalizzazione e di servizi che facilitassero il marketing digitale. Con il premio WelfareCheImpresa! è stato possibile inserire nella piattaforma un marketplace che riunisse il paniere di tutte le aziende, un e-commerce online che facilita anche il cliente.

Su un unico portale, infatti, è possibile acquistare da più fornitori azzerando l’intermediazione che, sia nel digitale che nella grande distribuzione, arriva anche al 50%. Inoltre, con l’acquisto sulla piattaforma Hubbuffate si può contribuire alla crescita virtuosa di un fondo, a disposizione delle aziende stesse, per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Perché è attraverso un’economia circolare che si può creare una sostenibilità economica e sociale autentica, in grado di migliorare la qualità di vita delle comunità e promuovere un’idea di sviluppo più inclusiva.

Le aziende coinvolte nel progetto, anche se molto diverse, condividono alcune caratteristiche: sono fantasiose, multifunzionali e inclusive, e ciò consente loro di proporre prodotti estremamente variegati che vanno dallo zafferano ai superalcolici. I produttori si distinguono anche per la cura e il rispetto della terra e per la creatività che dà origine a prodotti d’eccellenza sempre nel rispetto della biodiversità del territorio e della stagionalità. Inoltre, si impegnano quotidianamente a dare lavoro a persone che escono da difficili percorsi di vita e che grazie alla terra hanno la possibilità di un riscatto sociale ed economico.

Alla rete di Hubbuffate si associa anche un festival, un momento di ritrovo per tutte le aziende coinvolte e un’opportunità per far conoscere l’agricoltura sociale e le tante attività che si svolgono all’interno delle aziende agricole multifunzionali: fattorie didattiche, agriturismo, laboratori e workshop. 

La quarta edizione si è svolta a Chieri dall’11 al 13 aprile. Tre giorni in cui si sono alternate presentazioni, degustazioni al buio dei vari prodotti e incontri vari: pet therapy, giochi agricoli, street food, mercato, laboratori per realizzare confetture, per conoscere la nocciola dalla pianta al frutto e molto altro.

«Vorremmo inserire nella piattaforma la possibilità per i clienti di prenotare eventi e centri estivi, rilanciare la parte didattica. Siamo anche alla ricerca di nuove aziende che fanno agricoltura sociale da aggiungere nella rete. L’obiettivo è averne 100 entro il 2026. Al momento sono tutte localizzate nei dintorni di Torino, vorremmo aprirci al territorio limitrofo e poi andare anche verso Sud. Trattandosi di una rete digitale non ci sono ostacoli per farne parte» conclude Matteo.

Insomma, Hubbuffate rappresenta un esempio concreto di come sia possibile ripensare il modo in cui facciamo la spesa: più vicino al territorio, più attento alle persone, più sostenibile per tutti.

Altro della stessa categoria

L'autore

Salvina Elisa Cutuli

Giornalista esperta di arte, storia, alimentazione e ambiente, è socia della Aps Italia che Cambia e Project manager di Storie da seminare