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World Bee Day: con “+ Api” si seminano fiori per il futuro degli insetti impollinatori e delle giovani generazioni. Le voci dai territori (prima parte)

Salvina Elisa Cutuli
Salvina Elisa Cutuli
20 Maggio 2023
16' di lettura

Da qualche anno ogni 20 Maggio si celebra la Giornata Mondiale delle Api, un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza degli impollinatori e sul ruolo indispensabile che rivestono per l’intero ecosistema. Anche per Filiera Futura è un’opportunità per raccontare le iniziative dei territori delle Fondazioni che hanno aderito al progetto +Api. Oasi fiorite per la biodiversità. 

Il cambiamento climatico, le pratiche agricole intensive e non sostenibili, il degrado e la scomparsa di habitat naturali e semi-naturali insieme alla diffusione di monocolture sono alcune delle cause più impattanti per le attività degli impollinatori, indispensabili per la biodiversità globale. La loro attività, infatti, è alla base di molti processi ecologici e del funzionamento degli ecosistemi. Dagli impollinatori dipende la riproduzione di oltre l’85% delle piante selvatiche e più del 70% delle colture agrarie. La loro funzione ha anche un valore economico stimato in circa 153 miliardi di dollari a livello mondiale, dei quali circa 26 miliardi in Europa e 3 miliardi in Italia (ISPRA, 2021). 

Tra gli impollinatori non ci sono solo le api, ma anche farfalle, falene, sirfidi, coleotteri, bombi e vespe. Gli squilibri registrati in natura, anche e soprattutto a seguito dei cambiamenti climatici, hanno fatto registrare negli ultimi 60 anni un anticipo di 6 giorni dell’attività degli impollinatori e diminuito di 2 giorni la durata del loro volo.

Secondo la European Red Lists of Bees, delle circa 2000 specie di api europee quasi il 10% è in declino. In Italia, delle 151 specie di api native – valutate su un totale di oltre 1100 apoidei censiti in Italia -, 34 (pari al 22%) sono quelle in pericolo. 5 sono potenzialmente estinte, altre 2 specie sono in pericolo critico, 10 specie sono in pericolo, 4 specie sono vulnerabili e altre 13 sono prossime ad uno stato di minaccia. Anche i dati sulle farfalle non sono per nulla rassicuranti: delle 289 specie di farfalle diurne, 18 (pari al 6.3%) sono a rischio di estinzione.

È in questa ottica che si inserisce + Api. Oasi fiorite per la biodiversità. Un progetto pilota di Filiera Futura che ha l’obiettivo di promuovere la biodiversità in tutta Italia attraverso la creazione di oasi fiorite, spazi verdi ricchi di essenze mellifere, habitat ideali per le api e gli insetti impollinatori che prevede il coinvolgimento di Comuni, di soggetti appartenenti ai territori in cui operano le Fondazioni di origine bancaria associate a Filiera Futura e delle comunità. 

In occasione della Giornata Mondiale delle Api celebrata ogni 20 maggio, costituita per cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sull’importanza degli impollinatori e sul ruolo che rivestono nell’ambito dello sviluppo sostenibile, vogliamo raccontarvi come sta andando l’iniziativa + Api nei territori delle Fondazioni che hanno aderito al progetto, ovvero Fondazione Perugia, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

In questa prima parte scopriremo le esperienze della fase della semina dei Comuni di Fabriano, Monchiero, Neive e Biella, appartenenti ai territori di tre fondazioni d’origine bancaria associate a Filiera Futura.

Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana

Nel comune di Fabriano erano già in atto dei progetti legati al mondo delle api e degli insetti impollinatori grazie alla collaborazione tra il WWF Italia, l’Associazione Onlus La Collina della Vita, gli apicoltori locali, come Luca Bianchi, e la CIA – Agricoltori Italiani. Collaborazione che si è mantenuta anche per l’iniziativa di + Api. Per l’occasione sono state individuate due aree per un totale di 1500 mq: una situata vicino ad una scuola elementare all’interno di una pista ciclabile e l’altra in una zona più residenziale della città sempre vicino ad un asilo nido, ad una scuola elementare e a un Istituto Tecnico Agrario. Un progetto educativo che ha tutta la voglia di proseguire in futuro per migliorare le condizioni necessarie affinché questi insetti non debbano vivere in una continua emergenza. Dopo la semina avvenuta tra fine aprile e inizio maggio si aspetta la fioritura prevista per fine giugno.

«C’era già in atto un percorso, ma siamo stati molto contenti di sposare l’iniziativa di Filiera Futura e della Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana – racconta Gabriele Comodi dell’Università Politecnica delle Marche e assessore all’ambiente del Comune di Fabriano -. Qui il contesto è molto fertile, anche la qualità dell’aria è buona, e gli apicoltori locali con il WWF stanno già realizzando progetti educativi nelle scuole. Le giovani generazioni sono molto sensibili e queste iniziative permettono di raggiungere anche un pubblico più maturo, anche se da queste parti una certa sensibilità è radicata anche negli adulti e anziani. Per tradizione abbiamo un rapporto con la natura molto stretto, abbiamo molti produttori locali di miele, abbiamo diversi gruppi d’acquisto solidali.

Iniziative come + Api sono molto importanti perché contribuiscono ad accrescere la cultura in ambito floreale e floristico. Si parla in generale di api e di fiori, ma sono in pochi a conoscere la “strategia” necessaria a creare una fioritura che duri nel tempo. Sensibilizzare i bambini, anche in chiave scientifica, sui singoli fiori, sulle diverse fioriture, sul mix di sementi e sulla loro importanza permette anche di fornire pillole di competenza, perché la sensibilità sul tema, da sola, non basta. E la presenza di un Istituto Tecnico Agrario accanto ad una di queste due aree può essere molto utile per i futuri risvolti nell’ambito delle competenze tecniche».

Sempre nell’ambito delle attività di collaborazione istituzionale e valorizzazione del territorio e dell’ambiente, il Comune di Monte Roberto, in coordinazione e collaborazione con il gruppo scout di Pianello Vallesina, la fondazione Salvati, l’Istituto Cuppari-Salvati e la Fondazione Carifac, ha predisposto un’area del parco Baden Powell per dare seguito al progetto “+ Api. Oasi fiorite per la biodiversità”.

In particolare, il noviziato del gruppo scout di Pianello Vallesina ha provveduto a piantare le sementi donate dalla Fondazione Carifac, dopo che il personale del Comune aveva predisposto l’area concessa dalla Fondazione Salvati e dall’Istituto Cuppari-Salvati.

La fioritura è prevista per i mesi di giugno-luglio, durante la quale sarà organizzato un momento per la deposizione di una targa. «Confidiamo – fa sapere l’Amministrazione comunale di Monte Roberto – che questo nuovo angolo di colore del nostro territorio, curato dai nostri giovani scout, possa regalare a tutti un momento di riflessione sull’importanza della collaborazione e dell’aiuto reciproco in un contesto di attenzione e rispetto per il nostro territorio».

Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo

Nel Comune di Monchiero, un paese di 580 abitanti tra le colline della Langhe, l’iniziativa + Api ha visto la partecipazione dei ragazzi dell’oratorio, del parroco del paese e delle suore del Todocco.

L’idea di favorire una collaborazione è stata del sindaco Riccardo Ghigo. «Un sabato pomeriggio siamo andati con i bambini dell’oratorio, Don Angelo e le suore a seminare il pezzo di terreno che come Comune abbiamo individuato. È stata l’occasione per spiegare ai più piccoli l’importanza di questo gesto, utile per noi e per l’intero pianeta. Quando abbiamo seminato venivamo da un periodo di grande siccità, abbiamo dovuto portare con noi dell’acqua. I bambini e i ragazzi sono stati preparati con cura dalle suore e aspettano di vedere la fioritura. Chiedono continuamente quando sarà possibile vedere i fiori. Noi abbiamo intenzione di ripetere l’iniziativa, ma è grazie a Fondazione Cassa di Risparmio Cuneo e Filiera Futura che abbiamo potuto partecipare all’iniziativa. Non sempre i piccoli Comuni come Monchiero hanno le risorse necessarie per realizzare eventi del genere. Grazie anche all’associazione Salva Le Api abbiamo posizionato 3 arnie nella collina attigua al terreno dove abbiamo seminato, così da permettere la successiva impollinazione. È soprattutto nelle piccole realtà che bisogna lavorare insieme, proprio come fanno le api che basano la loro vita sulla cooperazione, per contribuire tutti ad un mondo migliore. Serve partire dai più piccoli, dare loro piccole iniezioni di fiducia. Le giovani generazioni possono insegnarci molto, permettendoci anche di rivedere le nostre posizioni, perché non è detto che comportarsi sempre in un certo modo corrisponda alla scelta più corretta. Prendiamo esempio dalle api, un esempio virtuoso di come dovremmo vivere per raggiungere un benessere personale e collettivo. Ognuno con il proprio ruolo e le proprie competenze». 

Nel Comune di Neive, sempre all’interno del territorio di pertinenza della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, in un campo adiacente un giardinetto attrezzato per i bambini si è svolta la semina di una nuova oasi fiorita con il coinvolgimento delle prime classi della scuola primaria del territorio. Bimbi, maestre, un apicoltore – che ha fatto conoscere qualche attrezzo utile al processo della smielatura – e un’arnia per le api sono stati i protagonisti.

«Dobbiamo tutelare il nostro ambiente ed è nostro dovere sensibilizzare i bambini. Oltre alle lezioni a scuola serve lavorare sul campo, solo così si può fare la differenza – racconta Annalisa Ghella, sindaco di Neive -. Lo spazio è stato scelto appositamente per permettere ai bambini di assistere quotidianamente alla fioritura. Ci piacerebbe anche realizzare un orto scolastico per coinvolgere ancora più attivamente i bambini e riportarli alla terra. Grazie alle arnie rimaste sul campo e alla spiegazione dell’apicoltore i bambini potranno conoscere tutto il processo della produzione del miele. L’iniziativa + Api e il sostegno della Fondazione CRC ci ha permesso di fornire nuovi stimoli, spesso da soli ci perdiamo tra le carte della burocrazia, invece abbiamo bisogno di nuove opportunità. Crediamo molto nel valore dell’educazione e dell’insegnamento, ma serve avere la consapevolezza del ruolo che ognuno di noi può avere, solo così anche la collettività potrà avere vantaggio. Proprio come avviene all’interno di ogni alveare. Dentro quello che sembra un “piccolo” mondo ci sono in realtà risvolti incredibili che non possiamo nemmeno immaginare. Prendiamo spunto dal loro».

Fondazione Cassa di Risparmio di Biella

Nel Comune di Biella il progetto + Api si è inserito sulle iniziative presenti sul territorio promosse dal Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” e dall’Associazione Biellese Apicoltori che il 20 maggio del 2020 hanno inaugurato un’oasi per le api di 1800 mq con una gabbia di volo in cui sono allocati due alveari e un hotel per gli impollinatori. Da allora nell’area vengono svolte numerose attività didattiche rivolte a tutte le scuole del territorio e di formazione per i 150 apicoltori della provincia. Insieme all’attività didattica sono state eseguite anche delle semine sperimentali, come quella fatta nell’autunno del 2022, con facevia, trifoglio incarnato e altri tipi di piante rifiorenti melliferi in modo tale da favorire gli impollinatori. Ai 150 apicoltori è stato distribuito anche un etto di sementi per testare nel territorio biellese le piante mellifere, studiare il loro attecchimento e come si comportano le api.

«+ Api si inserisce in queste attività. Noi siamo un’associazione e facciamo educazione ambientale ad un pubblico molto vasto e vario. La gente è attenta, ha bisogno di ricevere indicazioni. Molti ci chiedono come contribuire. Qui possono assistere all’apertura di un’arnia, individuare la regina, vedere la formazione delle regine, dei fuchi, capire come funziona un alveare. Insieme a Paolo De Toma, presidente dell’associazione biellese apicoltori, investiamo sul futuro attraverso le nuove generazioni – racconta Battista Saiu, presidente del Circolo “Su Nuraghe” -. Davanti alle nostre arnie sono posizionate delle griglie di raccolta per controllare quante api muoiono al giorno e attraverso questa conta è possibile verificare e confermare la vivacità e lo stato di salute dei nostri alveari. Mediamente sono 250 api al giorno, è questa la moria naturale: un alveare è composto da circa 80.000 api e l’ape vive un mese circa. In base a questi indicatori possiamo monitorare i nostri alveari. Un equilibrio che dipende da tantissimi elementi in cui anche una singola variazione può essere determinante. L’ape è un indicatore fenomenale per l’ambiente. Ho fatto l’insegnante per 40 anni, l’investimento nelle nuove generazioni è il nostro avvenire. Dobbiamo seminare, seminare e seminare se vogliamo che delle piante crescano, e non farci demoralizzare da qualche annata più o meno feconda o avversa». 

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L'autore

Salvina Elisa Cutuli

Giornalista esperta di arte, storia, alimentazione e ambiente, è socia della Aps Italia che Cambia e Project manager di Storie da seminare