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Chimica e ambiente, come produrre concimi green dalle alghe

a cura di Andrea Degl’Innocenti
a cura di Andrea Degl’Innocenti
01 Dicembre 2022
6' di lettura

Valentino Russo è un giovane chimico, Ceo della start up South Agro che produce concimi per le piante a partire dalle alghe. Il mare, la tecnologia e la scienza sono per lui gli obiettivi su cui puntare se davvero si vuole rimediare al disastro ambientale in corso.

Valentino Russo è un chimico ed è CEO di South Agro, una start-up innovativa che produce e commercializza biostimolanti a base di alghe marine che permettono di ridurre l’utilizzo di sostanze chimiche in agricoltura, uno dei maggiori fattori che provoca il surriscaldamento globale. Valentino è di Taranto, una città controversa e tormentata, nota alle cronache anche per l’inquinamento e il disastro ambientale causato principalmente dalla presenza dell’Ilva, dal cui camino F112, il più grande d’Europa, fuoriesce una quantità di diossina paragonabile a quella emessa da 300 inceneritori.

Il viaggio di Valentino ha tre diverse destinazioni: il mare, la tecnologia e la scienza. Lui viaggia attraverso la natura e la sostenibilità, e guarda il mare con occhi diversi. «Da anni lavoriamo a un sistema di coltivazione di alghe marine, abbiamo messo a punto un progetto pilota, il primo del Mediterraneo, ma la normativa relativa alla blue economy è ancora a uno stato primitivo. Stiamo cercando di risolvere la parte burocratica. L’obiettivo è fare in modo che le alghe ripuliscano i mari, assorbano anidride carbonica e creino prodotti biotecnologici per nutrire e difendere le piante, riducendo l’utilizzo di sostanze chimiche e puntando alla qualità piuttosto che alla quantità. Liberando alcune sostanze che sono contenute all’interno delle alghe, attraverso un processo di distruzione gentile delle stesse cellule, otteniamo un liquido che può essere anche essiccato e che viene dato alle piante come nutrimento» racconta Valentino.

Le alghe sono inseminate in laboratorio, poi immesse in mare vicino agli allevamenti di pesci e ai filari di cozze, dove assorbono l’anidride carbonica, e ritornano quindi in azienda per entrare nel bioreattore dove diventano biostimolanti per le coltivazioni agricole. L’acqua del mare è così più pulita e le coltivazioni più sostenibili.

Le alghe riproducono il comportamento di tutti gli esseri viventi, trasformano le sostanze tossiche in sostanze non tossiche e aprono la possibilità a diverse potenzialità tecnologiche da sfruttare.

Valentino è laureato in chimica e ha conseguito un dottorato in fisica in Francia: per caso si è imbattuto nel mondo delle alghe, così ha deciso di approfondire l’argomento per realizzare un prodotto che potesse trovare interesse nel territorio di origine.

Ma da sempre è insito in lui l’approccio della green chemistry, un concetto molto antico già forte a partire dagli anni ‘70. «Nella chimica è già insito il concetto di sostenibilità all’interno della sua stessa definizione. Sono tante le soluzioni che eliminano molti tipi di inquinamento. Questa è sempre stata la mia visione, dall’inizio del mio percorso di studi. Chimica e sostenibilità devono andare per forza d’accordo. Si possono usare processi senza inquinare, si tratta anche di una delle industrie più regolamentate. Noi proviamo a farlo nella maniera più green possibile».

In tanti settori il progresso tecnologico, grazie alle conoscenze della chimica, permette infatti di diminuire l’impatto ambientale dei processi che sono già in atto. Pensiamo, ad esempio, alla marmitta catalitica. Valentino stesso produce, partendo da materie prime di scarto, dei prodotti che consentono di diminuire l’impatto ambientale.

La sua idea potrebbe essere di aiuto anche per gli effetti del riscaldamento climatico nel mare della sua città. A Taranto, ad esempio, la coltivazione delle cozze è sempre più in crisi perché è nel mare che i processi del clima si manifestano più velocemente con un innalzamento della temperatura. La coltivazione delle alghe, così come è stata pensata da Valentino, potrebbe essere un’alternativa, un’opportunità oltre che una diversificazione. «Il mare è una miniera inesplorata di possibilità, noi invece lo solchiamo con le navi o lo depauperiamo di pesce e altro. Forse dovremmo cominciare a considerarlo con un’ottica diversa, come quella di un agricoltore che coltiva la propria terra per far nascere qualcosa e poi  trasformarla in maniera sostenibile. Taranto ha due mari, una situazione ambientale particolare, dovrebbe e potrebbe essere un faro per questo tipo di attività».

Valentino è tra i vincitori dell’Oscar Green 2022 della Coldiretti insieme ad altri giovani con idee rivoluzionarie ideate per garantire soluzioni e alternative alle crisi alimentari ed energetiche in atto.

«Credo che dovremmo ottimizzare i processi invece di cercare panacee e soluzioni alle sfide moderne. Ognuno di noi ogni giorno compie un processo, se lo si ottimizza potremmo avere un impatto ambientale migliore e più immediato rispetto a soluzioni da inventare ex novo. Dovremmo essere più pratici vista la situazione. Io ho 37 anni, voglio provarci sporcandomi le mani, altrimenti si riduce tutto ad una lamentela. Anche una conoscenza di base della chimica più diffusa tra la popolazione potrebbe essere di aiuto che, spesso, non ha strumenti per difendersi nei confronti di chi ha potere. Avere una situazione chiara davanti sarebbe un vantaggio ulteriore per i cittadini e per l’imprenditore» conclude Valentino.

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L'autore

Andrea Degl’Innocenti

Giornalista esperto di sostenibilità, economia, sistemi complessi, modelli di governance. Socio fondatore di Italia che Cambia, collabora anche con altre testate fra cui Il Manifesto, Terra Nuova, Nsl. Autore del libro “Islanda chiama Italia” e coautore, assieme a Daniel Tarozzi, di “I diari dell’Italia che cambia” e di "E ora si Cambia". Dal 28 ottobre 2019 cura per Italia che Cambia "Io non mi rassegno" la video-rubrica di rassegna stampa quotidiana.

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