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In Alto Adige parte il progetto Blumenwiesen – Prati fioriti!

Salvina Elisa Cutuli
Salvina Elisa Cutuli
21 Giugno 2024
6' di lettura

L’obiettivo è proteggere la biodiversità, recuperando sementi autoctone. Nei prossimi tre anni in 30 comuni dell’Alto Adige verranno creati almeno 12.000 metri quadrati di prati di alto valore ecologico.

«L’obiettivo è realizzare almeno 12 mila metri quadrati di superfici con prati fioriti. Aree visibili all’interno di parchi, giardini pubblici e centri abitati per riportare gli elementi caratteristici del paesaggio altoatesino che l’agricoltura di tipo intensivo ha spazzato via.  Aree con un grande valore per la biodiversità delle specie vegetali autoctone e degli impollinatori realizzate insieme ai comuni e alla società civile, per coinvolgere e sensibilizzare la cittadinanza, le scuole, i gruppi ambientalisti locali, le associazioni e gli appassionati».

A raccontarlo è Viola Ducati, project manager di “Blumewiesen – Prati Fioriti”, un progetto sostenuto da Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano – Stiftung Südtiroler Sparkasse, dalla Federazione Ambientalisti Alto Adige, dal Centro di Sperimentazione Laimburg, dall’Associazione Sortengarten Südtirol e da Eurac Research che è stato lanciato ufficialmente lo scorso 31 maggio a Bolzano.

“Blumenwiesen – Prati Fioriti” rientra nell’ambito di “+ Api. Oasi fiorite per la Biodiversità”, l’iniziativa nazionale promossa da Filiera Futura.

Il progetto altoatesino si prefigge di raggiungere 30 comuni della provincia. Al momento ne sono stati selezionati 21, anche se le richieste di partecipazione sono state più numerose, in base ad una serie di criteri che esaminano la superficia proposta, il tipo di suolo, l’esposizione al sole e zero interventi di agricoltura intensiva negli anni passati. A breve verrà lanciata una seconda call, nel frattempo in alcuni comuni è stata già effettuata una prima semina, mentre nei restanti verrà eseguita in autunno.

Ogni campo ha caratteristiche diverse e anche le piante da seminare rispondono a esigenze differenti. La particolarità del progetto “Prati Fioriti” è l’attenzione verso le sementi autoctone. «L’Alto Adige si potrebbe dividere in 10 bioregioni, tra i nostri obiettivi c’è la volontà di utilizzare le sementi caratteristiche di queste bioregioni che riconducono anche a zone climatiche molto diverse tra loro. L’aspetto innovativo riguarda la creazione di prati fioriti attraverso un lavoro di ricerca di specie autoctone. Nei nostri prati non ci saranno ad esempio i papaveri, sono bellissimi ma non sono una specie tipica e adatta all’Alto Adige» continua Viola Ducati. 

“Blumenweisen – Prati Fioriti” ha l’ambizione di contribuire a un cambiamento culturale più ampio. Spesso si ha una percezione errata dei prati: se li vediamo fioriti ipotizziamo che “stiano in salute”, in caso contrario pensiamo che siano erbacce da rimuovere e tagliare. È necessario spingersi anche verso un cambiamento estetico per comprendere il valore della biodiversità e del paesaggio culturale, riabituarsi a ciò che sembra incolto, ma di fatto non lo è. 

«Coinvolgere le persone per apprezzare tutti i fiori e le specie, rendersi conto dell’importanza del ruolo che svolgono gli impollinatori anche all’interno dei centri abitati, soprattutto in una provincia agricola come l’Alto Adige. I risultati delle semine si vedranno a partire dal secondo anno, non è un processo immediato, ecco perché bisogna imparare anche il valore dell’attesa, cogliere i vari momenti di vita di un prato» continua Viola Ducati. 

Ed ecco perché è auspicabile che un progetto come “Prati Fioriti” possa avere una durata maggiore ai tre anni, attualmente previsti, per riuscire a coinvolgere e a formare sempre più persone. Ogni ente che fa parte di questo partenariato ha un ruolo specifico. L’associazione Sortengarten Südtirol valorizza le sementi autoctone, le raccoglie da superfici donatrici per metterle a disposizioni di chi opta per un rinverdimento usando sementi locali; Eurac Research è responsabile della consulenza scientifica; il Centro di Sperimentazione Laimburg si occupa, invece, di aspetti tecnici come accompagnare i cantieri comunali nella realizzazione e manutenzione dei prati fioriti, seguire la formazione del personale comunale. La Federazione Ambientalisti Alto Adige coordina l’intero progetto.

Biologi, botanici e naturalisti con competenze e formazioni varie, per una trasformazione anche culturale capace di raggiungere un pubblico più ampio. «In Alto Adige è diffusa l’attenzione e la tutela del territorio e dei caratteri unici di questi luoghi. In Trentino c’è una coscienza ambientale ecologica abbastanza sviluppati ma in Alto Adige è ancora maggiore, in passato sono stati in grado di evitare lo spopolamento della montagna, mantenere il paesaggio tradizionali, i prati falciati a mano, generando così un maggiore attaccamento delle persone alla propria terra. Anche se in Alto Adige è presenta l’agricoltura intensiva, esiste una sensibilità diffusa su cui si può costruire e questo ci fa ben sperare» conclude Viola Ducati.

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L'autore

Salvina Elisa Cutuli

Giornalista esperta di arte, storia, alimentazione e ambiente, è socia della Aps Italia che Cambia e Project manager di Storie da seminare