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A Pollenzo il primo tavolo di lavoro di Terra & Tech per innovare la filiera del vino

La Redazione di Italia Che Cambia
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19 Aprile 2024
6' di lettura

Come far dialogare il mondo della viticoltura con le innovazioni più recenti in ambito tecnologico? È la sfida ambiziosa da cui nasce Terra & Tech, programma di open innovation per la viticoltura di domani, promosso da Filiera Futura e fondazioni di origine bancaria in collaborazione con I3P, l’Incubatore del Politecnico di Torino.

Immaginare il futuro della viticoltura richiede una visione che da un lato abbracci i saperi tradizionali, dall’altro l’apporto di tecnologie innovative e soluzioni digitali che possono migliorarne la competitività sul mercato e la sostenibilità ambientale, ma anche economica e sociale. Lanciato lo scorso novembre, il programma Terra & Tech vuole facilitare il confronto tra gli attori della filiera vitivinicola e realtà italiane e internazionali che si occupano di innovazione tecnologica applicabile al settore agricolo e alla produzione del vino più in particolare.

L’11 aprile, a Pollenzo (Bra – CN), Filiera Futura e Fondazione CRC hanno organizzato, in collaborazione con l’Incubatore del Politecnico di Torino (I3P), i primi tavoli di lavoro con un workshop che ha visto la straordinaria partecipazione di oltre settanta protagonisti del settore vitivinicolo e tecnologico, tra professionisti, ricercatori e produttori della provincia di Cuneo. «Siamo rimasti molto stupiti e positivamente sorpresi dalla straordinaria partecipazione registrata – ha commentato all’indomani dell’iniziativa Paola Mogliotti, direttrice di I3P, l’Incubatore del Politecnico di Torino –. Erano previsti circa quaranta partecipanti e invece sono stati molto di più».

Suddivisi in quattro tavoli di lavoro, i partecipanti si sono confrontati in modo aperto e collaborativo sui problemi della viticoltura, dalla vigna alla cantina, fino alla fase di vendita finale. Forse uno degli aspetti più rilevanti di questa prima giornata di workshop è stata la convergenza di competenze diverse e fasce di età svariate: da chi si trova praticamente all’avvio della propria attività imprenditoria a chi è ormai quasi alla fine.

«Lo scopo – ha aggiunto la direttrice di I3P – è proprio quello di far emergere tematiche e difficoltà quotidiane dei protagonisti della filiera vitivinicola, metterle a fattor comune e intercettare soluzioni innovative e tecnologiche che possano rispondere a tali esigenze, facilitando il dialogo tra tutti questi interlocutori». Questa prima fase sarà di fatto dedicata all’ascolto dei bisogni dei produttori e delle produttrici, solo in un secondo momento verranno individuate quelle problematiche comuni che meritano di essere affrontate in modo prioritario.

«I prossimi workshop si terranno a Verona, Lucca, Polizzi Generosa e altre città italiane che verranno presto rese note. Alcuni bisogni dei viticoltori sono comuni, altri più specifici del territorio meno, ecco perché l’idea di diversificare di volta in volta le aree geografiche prescelte per ospitare questi tavoli di lavoro», ha sottolineato Paola Mogliotti. Sui singoli territori, il programma Terra & Tech è promosso grazie all’adesione e al sostegno di alcune fondazioni di origine bancaria associate a Filiera Futura, ovvero Fondazione CRC, Fondazione Carilucca, Fondazione Cariverona e Fondazione CON IL SUD.

La seconda fase, che si chiuderà a fine anno, prevedrà una call for startup per individuare in Italia, ma anche all’estero, tutte quelle realtà in grado di offrire servizi migliorativi per la filiera vitivinicola.

«Ci sarà spazio per delle candidature spontanee, naturalmente, ma abbiamo pensato a delle attività di scouting volte a individuare le realtà migliori ai fini di questo programma di open innovation – ha aggiunto Mogliotti –. Quelle vincitrici saranno protagoniste della fase di sperimentazione sul campo che partirà l’anno prossimo». Questa forse più di tutte racchiude il senso del programma, pensato per facilitare il confronto tra chi lavora in campo e chi tramite la tecnologia può migliorare la produzione, la gestione delle risorse e la vendita del prodotto finale.

D’altronde «il vino è finito quando viene tolto il tappo», fa notare Claudio Conterno, imprenditore vitivinicolo e presidente della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) della provincia di Cuneo. Nella sua azienda già da diversi anni ci si interroga su alcune questioni fondamentali per il futuro di una produzione tradizionale, come quella vitivinicola, che allo stesso tempo deve confrontarsi con le sfide odierne.

«In particolare, occorrono delle soluzioni efficaci per tutelare la produzione tenendo conto degli effetti del cambiamento climatico, mettere il sicurezza il fatturato delle aziende tramite delle polizze apposite e introdurre macchinari nuovi, al passo con gli imprenditori e gli operatori agricoli del domani», prosegue Conterno. A questo si aggiunge un’indispensabile riflessione su come proporre la vendita del prodotto finito e la promozione sul mercato oltre i confini nazionali.

«Quello di cui la viticoltura ha bisogno – conclude – sono soluzioni concrete da mettere letteralmente in campo». Ad oggi, fa notare in chiusura Paola Mogliotti, i temi più sentiti emersi dai tavoli di lavoro spaziano dall’adattamento ai cambiamenti climatici, con la conseguente gestione delle risorse idriche ed energetiche, alla manodopera, fino all’impatto ambientale della produzione stessa. Tutte questioni da cui sarà indispensabile partire, da qui ai prossimi mesi, per costruire un dialogo efficace tra innovatori e produttori.

Benedetta Torsello – Italia che Cambia

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